Di ritorno dalla Croazia...
Sempre che Rovigno possa considerarsi un paese croato.
Una luce diversa negli occhi e nuove ambizioni nel cuore.
Solitamente accade a tutti, una volta a casa dopo un viaggio, ma io non ne facevo da un po' e ne avevo dimenticato il fascino.
Vabbè, sorridiamo e speriamo. Ho così bisogno di nuovi inizi che ogni stimolo potrebbe andarmi bene. 
Più di un mese per tornare a scrivere.
Ci voleva qualcosa di così violento per muovere le acque?
Già. Da mesi (molti, qualcuno potrebbe dire anni) sembrano le acque di uno stagno putrido. Cominciavano pure a puzzare. E se la prima volta un macigno era piovuto dal cielo e aveva fatto onde grandi come case, ora mi sono guardato in giro e il sasso l'ho buttato dentro io.
Stanco, stanco, stanco.
Ora però non mi sento come credevo. Mi aspettavo un vuoto. Una voragine dentro di me. Ma non è così. Sento come tanti pezzi ammucchiati, tanti cocci di qualcosa che ho deciso di frantumare (finalmente), ma avevo bisogno di svuotarmi. Invece i pezzi mi sono tutti rimasti dentro.
Che devo fare ora? Cercare di buttarli tutti fuori? Aspettare che si sciolgano e sperare che si svuoti tutto? Ho un po' paura dell' effetto Terminator2 (quando il T1000 si riforma in fonderia)
Ci vorrebbe una purga!